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spilloMULTITASKING MON AMOUR

Quando ho letto il tema di questo mese su Instamamme mi è venuto spontaneo sorridere. Beh sì, perché a dire il vero la mia avventura da imprenditrice-“finalmente lavoro solo per me stessa!”, è cominciata proprio quando ho capito che essere Mamma non doveva per forza significare diventare Monodimensionale, quando proprio la maternità mi ha permesso di dare un senso tutto mio al tanto dibattuto Multitasking. Facendolo diventare la mia fonte privilegiata di energia, quella che mi ha permesso di costruire il mio sogno.

Ho iniziato la gravidanza con la fine di un contratto. Mai più rinnovato. “Tanto meglio”, mi sono detta (…o forse me ne hanno convinto le persone vicine, quando alla parola “disoccupata” iniziavo a balbettare, con gli occhi lucidi…?), “non vivrai la gravidanza costantemente stressata dal calcolo dei giorni che ti rimangono per entrare in maternità…e poi di quelli che ti rimangono per rientrare al lavoro… per poi finire con il pensiero costante delle ore interminabili che ti separano dal rivedere tuo figlio la sera”. Sì, bisogna ammetterlo, la mia è stata proprio una gravidanza all’insegna del relax, una preparazione alla maternità in perfetto equilibrio psicofisico. Dicono che se la futura madre è tranquilla e rilassata, questo si ripercuote direttamente sul neonato. Allora, meglio di così… Poi, un bel giorno, “quel giorno”, è nato mio figlio. Ok, mi sono detta di nuovo, ora tocca fare la mamma rilassata, tanto un lavoro non posso certo cercarlo ora, sarebbe inutile, non mi assumerebbe nessuno!

E così è cominciata la lunga ed emozionante trafila delle passeggiatine, casina, coccoline, pappine…Era tutto molto “ino”, tutto molto rilassato. Mio figlio in primis. Situazione privilegiata, diranno in molti. Senza dubbio. Solo che a me mancava qualcosa. E mi mancava proprio, è il caso di dirlo, il famoso (e frequentemente disprezzato) Multitasking. Quell’ansia di fare che ti accompagna tutto il giorno, la fretta, i calcoli mentali per incastrare tutto. Quell’essere costantemente in movimento e con mille cose da fare che tanto odiavi, ma che quando ti viene a mancare ti lascia un vuoto, un’inconsistenza che ti tormenta, insidiosa, appena apri gli occhi la mattina. E poi quella sensazione che le giornate siano tutte uguali. Scandite, certo, dai progressi di tuo figlio che scopre, esplora, inizia a muoversi in questa cosa meravigliosa che è la vita. Mentre la tua, di vita, si ferma, quasi sospesa tra quello che eri e quello che, forse, sarai. Ma non sai quando. E soprattutto non sai come.

E’ curioso, proprio quando avrei potuto approfittare di tanta libertà, della fine della schiavitù del lavoro e degli orari imposti da altri, ho finito paradossalmente per immobilizzarmi. Presa da nuove ansie, intrappolata in una routine che invece di darmi linfa vitale mi logorava, perseguitata dal “tutto quello che avrei voluto essere”, mi sono ritrovata a non amare poi così tanto la vita di mamma a tempo pieno. Certo, veder crescere mio figlio era la cosa più bella e straordinaria del mondo, ma allo stesso tempo era proprio la maternità a darmi un punto di vista completamente nuovo sul mondo e sulla vita.

Passare molto tempo con mio figlio mi ha fatto riscoprire, attraverso i suoi occhi, quanto fosse sorprendente l’Essere nel Mondo. Con tutte le paure, le gioie, le insicurezze e gli stupori del caso. E, se possibile, con pochi rimpianti. Questo volevo per lui. E lo volevo anche per me. Sentivo che non sarei potuta essere la madre che volevo se non avessi continuato anch’io a crescere, a esplorare, a scoprire. Come persona, come essere umano, liberando le mie energie e la mia creatività proprio come volevo che succedesse a mio figlio. E’ un atteggiamento egoistico, risuonava una vocina dentro di me, stai pensando troppo a te stessa, dovrebbe venire lui e solo lui prima di tutto.

Beh, ho trovato un compromesso: ora siamo a tutti e due sullo stesso piano.

E così il Multitasking è felicemente riapparso nella mia vita. Questa volta per scelta.

Un multitasking che non significa più essere intrappolata in una noiosa routine quotidiana. Al contrario: per me ora significa libertà, la libertà di essere mamma ma non solo, l’emozione di avere “troppe cose da fare”. Multitasking non significa più riuscire a fare 5 lavori domestici contemporaneamente. No, per niente. Ora mangio spesso su piatti usa e getta e accetto volentieri un take away del cinese. Io che alla cenetta apparecchiata e al piattino cucinato per ore con amore ci tenevo da morire. Cerco di liberarmi dal multitasking nevrotico di quel “tutto deve essere perfetto”, di scrollarmi di dosso il pensiero di quello che gli altri si aspettavano da me.

Multitasking ora significa dedicare Tempo a mio figlio. Meno tempo di prima, ma di una qualità nettamente superiore. Multitasking ora significa anche riuscire a guardare in faccia i miei sogni, quelli che non avevo mai avuto il coraggio nemmeno di provare a realizzare. E’ stato un po’ come quando mio figlio ha imparato a camminare: all’inizio sembra impossibile perché ti manca l’equilibrio, poi da un giorno all’altro ti accorgi che stai correndo.

E’ stato grazie a tutto ciò che non sono più tornata al lavoro di dipendente, ma ho preso il coraggio di costruirmi un’attività, la MIA attività.

E da qui è iniziata l’avventura.

Articolo pubblicato su Instamamme – Settembre 2015

instamamme

 


 

spilloVIA LIBERA AI SOGNI NEL CASSETTO!

Oggi vi voglio raccontare il mio sogno, un sogno diventato realtà, una splendida avventura in cui mi sono tuffata di testa, donna, madre e ora anche imprenditrice di me stessa.

E’ un sogno che coltivavo da tempo, conservandolo gelosamente ogni anno in un nuovo cassetto, ogni volta che cambiavo città e casa (e di case ne ho cambiate tante negli ultimi anni, ve l’assicuro!).

L’avevo infilato in un cassetto, ma era anche nato in parte quando, diventata mamma a 25 anni, mi sono scontrata presto con una realtà in cui avere un figlio diventa paradossalmente un “problema” per essere “la donna in carriera” che tutti si aspettano, dove tutti ti vogliono a tempo pieno, anzi pienissimo. O niente. Una realtà in cui la tua creatività, il tuo impegno, la tua dedizione per le cose fatte con cura e amore non vengono apprezzate.

Dopo l’ennesimo trasloco che mi riportava a Roma, con una separazione in corso e le tante necessità di una bellissima figlia piccola, non avevo mai il tempo di tirare fuori quel sogno dal cassetto.

Ma ogni tanto, quando accidentalmente lo riaprivo, quel cassetto, cercando qualche disegno inghiottito dal caos, lo ritrovavo sempre lì, dove lo avevo riposto: un sogno in cui mi sarei potuta dedicare a ciò che più amo, l’arte, l’illustrazione, la creatività, e la possibilità di regalare a tanti bambini, come mia figlia, dei momenti speciali in cui dare spazio all’immaginazione, in cui esprimersi liberamente e raccontare il proprio modo di vedere e sentire il mondo.

Io, spagnola, avevo molto chiari i modelli di riferimento che esistono in ormai quasi tutti i paesi europei: spazi accoglienti pensati non solo per i bambini, ma anche per le loro mamme e i loro papà, dove la condivisione, la creatività e il divertimento sono le parole d’ordine.

Io, mamma, sapevo che l’esperienza della maternità porta con sé momenti unici e bellissimi, ma anche tanti dubbi e momenti di sconforto che rimangono spesso inascoltati. E sapevo soprattutto che ritrovare una propria dimensione, continuare a occuparsi anche di se stesse, può diventare impresa difficile.

Io, donna separata, sentivo che in Italia mancavano spazi rivolti anche alle tante mamme e i papà che crescono i figli separatamente perché, senza nulla togliere all’amore che provano per i loro bambini, le loro unioni non hanno funzionato.

Poi un bel giorno, in una giornata calda di settembre, un incontro casuale, un inizio di conversazione con un’altra mamma come me, Ippolita, in equilibrio tra lavori occasionali, pannolini, caos e biberon, mi ha fatto scoprire che un sogno simile al mio era custodito in un altro piccolo cassetto, e spingeva per uscire allo scoperto. E quando due sogni s’incontrano, e si riconoscono, si sa, può nascere qualcosa di molto bello, proprio come succede per le persone: può prendere vita un progetto comune. Così da quest’incontro casuale questa avventura ha cominciato a prendere forma, si è arricchito e insieme abbiamo immaginato uno spazio in cui offrire momenti di crescita e condivisione per i bambini, per le loro mamme e i loro papà.

Da dove è nata l’idea? Niente di più semplice! Dalla nostra vita, dalle nostre competenze e consapevolezze di genitori. Per questo appena abbiamo iniziato a parlarne e a proporlo in giro abbiamo raccolto subito grandi entusiasmi e questo ci ha dato la forza per crederci ancora di più.

Poi, come per magia, nel nostro sogno sono entrate tante altre persone che coltivano passioni, hanno competenze e capacità incredibili che tengono però spesso rinchiuse anche loro in un cassetto dei sogni. Incontrarle è stata un’esplosione di idee e proposte: dal ludico al creativo, dai momenti di formazione sui temi della genitorialità alle attività di cura e benessere per le mamme, ai laboratori dedicati ai papà, agli aperitivi family friendly per riuscire a vivere un momento di relax insieme ai propri figli, ai laboratori insieme, piccoli e grandi, così importanti per capirsi, imparare a giocare e a ridere insieme.

Articolo pubblicato su Instamamme – Giugno 2015

instamamme

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